Mamma mia quanto tempo! Ho quasi paura a digitare di nuovo. La prosa diaristica è stata accantonata, il mio libro dell'inquietudine si è interrotto. Solo versi sono riuscito a scrivere... che dire, sono qui sempre a tremare, ieri ho come ritrovato in parte il mio corpo dopo una vita. Non so come mi sento, ho paura, ancora non mi appartengo, non sono stato io fino in fondo o forse solo per pochi secondi. Scriverò ancora poesie ne sono sicuro, ormai non so fare altro, in attesa che uscirà "Le arance dormono ancora". C'è tanto da dire, ma non so se ce la faccio qui. Intanto ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato e mi hanno incitato a non abbandonare il blog.
un bacio

3 Comments:
Rileggevo le tue 'arance' e penso che è davvero poesia. Si fa leggere e rileggere e ci si scoprono sempre cose nuove. Leggero, sorprendente, torturato, metafisico... Le immagini colpiscono, si muovono e restano lì. Mi piace e lo ammiro. Me ne devi regalare una copia, invece della birra. Continua così... sei coraggioso.
Grazie Paolo, sai quanto tenga alle tue parole. un abbraccio vero
perché non metti qualche tua poesia nel blog? non correresti nessun rischio, visto il numero degli italiani appassionati del genere, anzi magari saresti come un lumino... ciao pietro!
angie
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