venerdì, settembre 25, 2009
Un leggero torpore da vino bianco, i trentacinque anni passati in una sobria serenità, due parole per una vita crepuscolare e dolce. Soprattutto, la parola fine su cinque anni di ingiustificato dolore. Per la prima volta ho detto a una persona che non voglio più sentirla. Mi sono difeso, ho ritrovato la mia dignità, non mi sono svenduto alla mia debolezza, posso tornare a guardare al futuro. Per una volta, forse, come gli altri. Nessun rimpianto.
venerdì, settembre 04, 2009
AUGURI LU!
Oggi sono preso dal sacro terrore. Proprio come dal terrore di scrivere quando senti e sai che la parola che stai per far nascere porta iscritte le croci di tutto ciò che hai lasciato nel silenzio. Scrivere è solo far passare, come lieve aria, dei frammenti intorno a ciò che resta lì ad invaderci e quasi ci lascia innocenti. Eppure ogni parola porta in sè i segni del tradimento. Così, da questo stesso sacro terrore mi sento preso ora, con la paura estrema dell'inadeguatezza e della sciocchezza della mia umanità a parlare qui per la prima volta di Lu. E' la stessa definizione a sfuggirmi, tanto mi è vicina da scambiarla per lo spazio stesso in cui dimoro, che da due anni a questa parte fa un po' meno male. E quasi la sua voce si confonde coi miei fruscii di paura, prima anncora che essi vengano proferiti e su tutto stende un velo e un volto di perdono e di rifugio. Non so, è amica, è sorella, è lei, con una capacità di dare importanza a quelle cose che a me stesso danno fastidio e imbarazzo, quasi a stendere un drappo rosso su cui c'è scritto: siamo tutti persone e in fondo nessuno deve vergognarsi. E per i miei insuccessi, i miei fallimenti, anche più imbarazzanti c'è scritto solo: sono come te. Non so modellare ora, in preda alla paura, in modo migliore alcuni semplici riflessi di ciò che è stata la nostra amicizia finora. Forse posso usare le parole più semplici, che sono sempre le più vere. Non ci dimenticheremo Lu, un giorno, di come senza chiederci nulla, senza conoscerci, ci siamo accettati. Ed io non dimenticherò quella pace che spesso mi abbandona ma che mi si porta in dono semplicemente perchè sono Pietro.
Ti voglio bene, auguri Lu!
Oggi sono preso dal sacro terrore. Proprio come dal terrore di scrivere quando senti e sai che la parola che stai per far nascere porta iscritte le croci di tutto ciò che hai lasciato nel silenzio. Scrivere è solo far passare, come lieve aria, dei frammenti intorno a ciò che resta lì ad invaderci e quasi ci lascia innocenti. Eppure ogni parola porta in sè i segni del tradimento. Così, da questo stesso sacro terrore mi sento preso ora, con la paura estrema dell'inadeguatezza e della sciocchezza della mia umanità a parlare qui per la prima volta di Lu. E' la stessa definizione a sfuggirmi, tanto mi è vicina da scambiarla per lo spazio stesso in cui dimoro, che da due anni a questa parte fa un po' meno male. E quasi la sua voce si confonde coi miei fruscii di paura, prima anncora che essi vengano proferiti e su tutto stende un velo e un volto di perdono e di rifugio. Non so, è amica, è sorella, è lei, con una capacità di dare importanza a quelle cose che a me stesso danno fastidio e imbarazzo, quasi a stendere un drappo rosso su cui c'è scritto: siamo tutti persone e in fondo nessuno deve vergognarsi. E per i miei insuccessi, i miei fallimenti, anche più imbarazzanti c'è scritto solo: sono come te. Non so modellare ora, in preda alla paura, in modo migliore alcuni semplici riflessi di ciò che è stata la nostra amicizia finora. Forse posso usare le parole più semplici, che sono sempre le più vere. Non ci dimenticheremo Lu, un giorno, di come senza chiederci nulla, senza conoscerci, ci siamo accettati. Ed io non dimenticherò quella pace che spesso mi abbandona ma che mi si porta in dono semplicemente perchè sono Pietro.
Ti voglio bene, auguri Lu!
sabato, agosto 29, 2009
FIACCAAA
Ragazzi, grazie a tutti per i bellissimi post che mi avete mandato, sono davvero profondi, suggestivi e pieni di carica emotiva. Mi hanno aiutato e mi hanno fatto sentire meglio. Intanto, la mia coperta è sempre troppo corta, aggiusti la psiche e si sfascia il corpo... sono fiacchissimo! sarà la fine dell'estate? Roma-Juve? o l'influenza... non lo so.
Intanto vinciamo 2-1, Artur para un rigore!
In alto tutti i cuori giallorossi.
un abbraccio a tutti voi
Ragazzi, grazie a tutti per i bellissimi post che mi avete mandato, sono davvero profondi, suggestivi e pieni di carica emotiva. Mi hanno aiutato e mi hanno fatto sentire meglio. Intanto, la mia coperta è sempre troppo corta, aggiusti la psiche e si sfascia il corpo... sono fiacchissimo! sarà la fine dell'estate? Roma-Juve? o l'influenza... non lo so.
Intanto vinciamo 2-1, Artur para un rigore!
In alto tutti i cuori giallorossi.
un abbraccio a tutti voi
giovedì, agosto 20, 2009
Sto come posso stare,
col vino nel cuore e nelle braccia.
Non voglio nenie,
fatemi dormire per una notte
sulla nera pietra appuntita.
Fatemi gemere solo e disperato
come mi avete lasciato
e lasciatemi un giorno
il diritto di maledire
la mia credulità,
la mia falsa vocazione,
il dovere di perdonare voi,
puttane del deserto
che avete succhiato
il midollo dei giorni
e avete lasciato me,
araldo zoppo e lacero,
a scrivere le storie
di vite consumate
della cui vacuità
sarò imberbe manifesto.
col vino nel cuore e nelle braccia.
Non voglio nenie,
fatemi dormire per una notte
sulla nera pietra appuntita.
Fatemi gemere solo e disperato
come mi avete lasciato
e lasciatemi un giorno
il diritto di maledire
la mia credulità,
la mia falsa vocazione,
il dovere di perdonare voi,
puttane del deserto
che avete succhiato
il midollo dei giorni
e avete lasciato me,
araldo zoppo e lacero,
a scrivere le storie
di vite consumate
della cui vacuità
sarò imberbe manifesto.
mercoledì, agosto 19, 2009
Pensare alla normalità. Qualche volta me lo devo imporre come un compito, i miti abitano sempre al di là della siepe e questo vale anche per coloro che crediamo mitici... ricordo ora una ragazza che mi disse "darei un rene per scrivere come te" e magari per me questo è solo un disco che metto la sera per bere la mia solitudine e nulla più. Così sarà stato per lei il suo corpo, niente di strano, ovvio amarlo e farlo amare, eppure per lei quella normalità non dava pace. E guardava a me e io a lei, senza vederci mai, senza sapere che tutti e due eravamo normali, perchè nessuno ce lo aveva mai detto, come nessuno ci aveva mai detto, nè avemmo la forza per dircelo fra noi, che avremmo potuto vivere in pace.
Si può credere da soli di essere normali, se da soli non si vive?
Si può credere da soli di essere normali, se da soli non si vive?
venerdì, agosto 14, 2009
I BAVERI
Mi rimbombano versi stentati.
Sono sdruciti
come i vecchi baveri
delle giacche.
I negozi nuovi sono eleganti,
pare siano lontani
e troppo cari
per le nostre oneste pretese.
Certo, in strada si vedono
persino uomini scalzi
e non vanno elemosinando
nessuna entrata nei caffè:
appoggiano la schiena al muro
e per loro passa ogni giorno
un odore sfuggente di vita.
Chiedono solo domani,
ancora,
uno sguardo irridente
e forse di timida e muta
comprensione.
Sanno già tutto,
i baveri non li cercano più.
Mi rimbombano versi stentati.
Sono sdruciti
come i vecchi baveri
delle giacche.
I negozi nuovi sono eleganti,
pare siano lontani
e troppo cari
per le nostre oneste pretese.
Certo, in strada si vedono
persino uomini scalzi
e non vanno elemosinando
nessuna entrata nei caffè:
appoggiano la schiena al muro
e per loro passa ogni giorno
un odore sfuggente di vita.
Chiedono solo domani,
ancora,
uno sguardo irridente
e forse di timida e muta
comprensione.
Sanno già tutto,
i baveri non li cercano più.
MARE
Torno a Lido dei Pini per qualche giorno dopo una vita. Il mare mi fa male all'anima per tanti motivi e lo sapete e per quell'infinito che mi fa sentire nulla e per quel paragone coi corpi lucenti che mi azzera. Eppure forse è il modo per rinascere, fatemi sentire ancora la mia pelle, non fosse altro per il sole o per il sale...
un bacio a tutti
Torno a Lido dei Pini per qualche giorno dopo una vita. Il mare mi fa male all'anima per tanti motivi e lo sapete e per quell'infinito che mi fa sentire nulla e per quel paragone coi corpi lucenti che mi azzera. Eppure forse è il modo per rinascere, fatemi sentire ancora la mia pelle, non fosse altro per il sole o per il sale...
un bacio a tutti
giovedì, agosto 13, 2009
La pressione a terra. Pure ieri non ce la facevo a muovere neanche un dito ed oggi non è che vada molto meglio, i colori del mondo variano in rapporto alle mie forze... in fondo, quello di partire è mito dandy pseudo-decadente, serve a poco. La mia vita ha comunque un posto e qui devo stare bene, qui devo trovare la quiete, qui le forze. Quando non trovo le forze ogni gesto mi sa di impossibile... non voglio stare sempre solo. Aspetto il concorso di poesia mistica, ci tengo come non mai, magari mi rdarà un po' di entusiasmo. Lu, mi manchi.
