giovedì, giugno 10, 2010

E' dura davvero ogni giorno. Conservare la fiducia, il coraggio, la voglia di pensare che quello che fai con tutto te stesso lasci qualcosa all'umanità. Ancor prima delle vette, prende il sopravvento la solitudine, là dove vorresti sentitre un urlo alle tue spalle e non sempre il cuore è abbastanza forte. Dove sei, mano protesa? dove?

sabato, giugno 05, 2010

Contorciamo parole
sperando di indurre
i cieli a compassione
e le lacrime
sono flussi e riflussi
e smisuate onde
del primigenio vento
senza nome.
Eppure il vanto nuovo
è quella saliva inghiottita
sul crepuscolo astrale,
fratello di iridescenze lontane
ascolto gettato
nell'oceano
dove fuoco ribolle

mercoledì, giugno 02, 2010

I nostri passi sulla storia.
Torniamo a calcare
la sabbia dei padri,
un giorno,
con la timidezza di chi tende la mano
e si fa indicare stupito
l'emozione del mare.

sabato, maggio 15, 2010

Sono un barlume strano
ad intermittenza di stelle.
Ogni tanto compare,
sono una candela
sugli usitati viali dei pellegrini
e la vita non è sola
nell'ora di tutti i soli spenti.
Si muore come nascendo,
ognuno dall'altra
e qualcuna amerà
con tutto il suo corpo
la mia solitudine stellare
e tremerà
al passo dei miei silenzi,
dei miei versi che genereranno
un amore galattico.

venerdì, settembre 04, 2009

AUGURI LU!

Oggi sono preso dal sacro terrore. Proprio come dal terrore di scrivere quando senti e sai che la parola che stai per far nascere porta iscritte le croci di tutto ciò che hai lasciato nel silenzio. Scrivere è solo far passare, come lieve aria, dei frammenti intorno a ciò che resta lì ad invaderci e quasi ci lascia innocenti. Eppure ogni parola porta in sè i segni del tradimento. Così, da questo stesso sacro terrore mi sento preso ora, con la paura estrema dell'inadeguatezza e della sciocchezza della mia umanità a parlare qui per la prima volta di Lu. E' la stessa definizione a sfuggirmi, tanto mi è vicina da scambiarla per lo spazio stesso in cui dimoro, che da due anni a questa parte fa un po' meno male. E quasi la sua voce si confonde coi miei fruscii di paura, prima anncora che essi vengano proferiti e su tutto stende un velo e un volto di perdono e di rifugio. Non so, è amica, è sorella, è lei, con una capacità di dare importanza a quelle cose che a me stesso danno fastidio e imbarazzo, quasi a stendere un drappo rosso su cui c'è scritto: siamo tutti persone e in fondo nessuno deve vergognarsi. E per i miei insuccessi, i miei fallimenti, anche più imbarazzanti c'è scritto solo: sono come te. Non so modellare ora, in preda alla paura, in modo migliore alcuni semplici riflessi di ciò che è stata la nostra amicizia finora. Forse posso usare le parole più semplici, che sono sempre le più vere. Non ci dimenticheremo Lu, un giorno, di come senza chiederci nulla, senza conoscerci, ci siamo accettati. Ed io non dimenticherò quella pace che spesso mi abbandona ma che mi si porta in dono semplicemente perchè sono Pietro.
Ti voglio bene, auguri Lu!

sabato, agosto 29, 2009

FIACCAAA

Ragazzi, grazie a tutti per i bellissimi post che mi avete mandato, sono davvero profondi, suggestivi e pieni di carica emotiva. Mi hanno aiutato e mi hanno fatto sentire meglio. Intanto, la mia coperta è sempre troppo corta, aggiusti la psiche e si sfascia il corpo... sono fiacchissimo! sarà la fine dell'estate? Roma-Juve? o l'influenza... non lo so.
Intanto vinciamo 2-1, Artur para un rigore!
In alto tutti i cuori giallorossi.

un abbraccio a tutti voi

giovedì, agosto 20, 2009

Sto come posso stare,
col vino nel cuore e nelle braccia.
Non voglio nenie,
fatemi dormire per una notte
sulla nera pietra appuntita.
Fatemi gemere solo e disperato
come mi avete lasciato
e lasciatemi un giorno
il diritto di maledire
la mia credulità,
la mia falsa vocazione,
il dovere di perdonare voi,
puttane del deserto
che avete succhiato
il midollo dei giorni
e avete lasciato me,
araldo zoppo e lacero,
a scrivere le storie
di vite consumate
della cui vacuità
sarò imberbe manifesto.